Società di mutuo soccorso, Milanese: “Serve una normativa organica che ne valorizzi la funzione sociale”

Società di mutuo soccorso, Milanese: “Serve una normativa organica che ne valorizzi la funzione sociale”

mercoledì 11 febbraio 2026

Sanità integrativa e società di mutuo soccorso, necessarie regole chiare e stabili per rafforzare il welfare territoriale

Società di mutuo soccorso, Milanese: “Serve una normativa organica che ne valorizzi la funzione sociale”

«Un quadro normativo certo e organico, la valorizzazione della funzione sociale e la salvaguardia delle specificità del modello mutualistico di sanità integrativa che passa anche per un sistema di vigilanza coerente». Questa la richiesta politica avanzata da Confcooperative Sanità nel corso del convegno “Mutuo Soccorso e Sanità Integrativa: alla sfida dell’Economia Sociale”, svoltosi oggi al Palazzo della Cooperazione di Roma.

Con 365mila soci e 584mila assistiti, le mutue aderenti a Confcooperative Sanità rappresentano una componente strutturata di un sistema di sanità integrativa in forte crescita.

«Le società di mutuo soccorso rappresentano una risposta sussidiaria ai bisogni di tutela sanitaria dei soci – afferma Giuseppe Milanese – una realtà che una regolazione moderna deve riconoscere e contribuire a sviluppare anche alla luce del recente Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale. Tutto ciò in una fase in cui la sanità integrativa sta attraversando un passaggio evolutivo cruciale ed è chiamata a riorientare la propria azione verso prevenzione, presa in carico e risposta organizzata alle fragilità. In questo scenario – prosegue il Presidente di Confcooperative Sanità - cooperazione e mutuo soccorso possono e devono svolgere un ruolo centrale, accompagnando le persone lungo percorsi di cura sicuri, integrati e radicati nei territori».

Il convengo rappresenta anche l’occasione per discutere i più recenti sviluppi normativi, compreso il decreto-legge PNRR e coesione sociale che prevede l’affidamento alla COVIP della vigilanza su tutti gli enti di sanità integrativa senza distinzioni. Confcooperative Sanità propone invece un modello di vigilanza a “collegio integrato”, che coinvolga MIMIT, Ministero della Salute, MEF, Ministero del Lavoro, IVASS e AGENAS, ciascuno per le proprie competenze.

«Non ci siamo mai sottratti ai controlli, ma chiediamo che la vigilanza sia coerente con la natura giuridica dei soggetti coinvolti e, in questo senso, la vigilanza affidata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alle Centrali cooperative, ha garantito un assetto di controlli in linea con le specificità delle società di mutuo soccorso». conclude Milanese.

 

Mutuo Soccorso e Sanità Integrativa: alla sfida dell’Economia Sociale

lL'evento promosso da Confcooperative Sanità e  dedicato al ruolo del mutuo soccorso e della sanità integrativa è stato un momento di confronto tra istituzioni, cooperazione e operatori del settore su come rafforzare le risposte ai bisogni emergenti di salute.

Ad aprire i lavori è stato Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità, che ha richiamato l’urgenza di dare risposte concrete a una fascia crescente di popolazione che rischia di restare ai margini del Servizio sanitario nazionale.
«Dobbiamo dare risposte a bisogni crescenti di quella parte del Paese che rischia di restare esclusa dal Ssn, dalle cronicità agli anziani, senza dimenticare i fragili», ha sottolineato. «Offriamo a livello territoriale una rete di supporto capillare, spesso dove altri non arrivano».

Nel suo intervento, Michele Odorizzi, vicepresidente Confcooperative Sanità e coordinatore del settore mutue sanitarie, ha evidenziato il percorso intrapreso dal sistema cooperativo per costruire un secondo pilastro di tutela sanitaria:
«Confcooperative si è assunta la responsabilità di offrire ai propri soci la possibilità di avere una copertura di sanità integrativa, sviluppando un pilastro di welfare integrativo e mutualistico che risponde a bisogni necessari ma spesso ancora inconsapevoli».

Uno sforzo che non si pone in alternativa al servizio pubblico, ma in un’ottica di collaborazione, come ha ricordato Marco Marcocci, vicepresidente Confcooperative con delega al welfare:
«Questa è solo la prima giornata. Abbiamo voglia di essere accanto al Ssn, ognuno con il proprio ruolo. I lavori di oggi ci consegnano una responsabilità: un impegno comune per unire le esperienze a 140 anni dalla nascita del mutuo soccorso».

convegno ha visto anche un momento di confronto istituzionale con la partecipazione di Giovanna Giannetti del Ministero della Salute, Tony Della Vecchia di Confcooperative Nazionale, Laura Iacone del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Damiana Mastantuono del CNAP Confcooperative Sanità.

Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre presentata l’esperienza delle società di mutuo soccorso associate, con il contributo di Cooperazione Salute, Comipa e Credima, realtà impegnate nello sviluppo di strumenti mutualistici di tutela sanitaria diffusa.

L’appuntamento ha confermato il ruolo della cooperazione sanitaria come attore dell’economia sociale capace di integrare servizi, promuovere prevenzione e rafforzare la prossimità territoriale, contribuendo a costruire un sistema di welfare più inclusivo e sostenibile.

 

 

  Alessandra Fabri

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