Cooperativa Italiana Catering, due giorni a Roma sul futuro dell'agroalimentare

Cooperativa Italiana Catering, due giorni a Roma sul futuro dell'agroalimentare

giovedì 12 marzo 2026

Il convegno biennale della cooperativa sulle sfide del settore e i punti di forza: dalla qualità delle materie prime alla centralità del capitale umano

Cooperativa Italiana Catering, due giorni a Roma sul futuro dell'agroalimentare

“Capitale Umano. Valore, competitività, innovazione” è il titolo del convegno biennale di CIC - Cooperativa Italiana Catering, organizzato all’Auditorium del Massimo a Roma. Una due giorni di incontri sul futuro del comparto del settore agroalimentare italiano e, in particolare, sulle materie prime e la cucina, che ha recentemente ricevuto la nomina a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

«Avevamo già previsto il momento di crisi attuale, che ha radici profonde. Ora siamo all’apice – ha dichiarato il presidente di Cic, Roberto Zanobi –. Siamo di fronte a una selezione importante, superabile solo mettendo in campo capacità di adattamento, o adottando quelle mutazioni che portano gli individui ad avere un vantaggio adattativo. Investire sulle risorse umane è ineluttabile per raggiungere questo vantaggio».

«Occorre puntare sulla qualità, come unico antidoto efficace alla corsa al ribasso dei prezzi – ha evidenziato il presidente di Confcooperative Consumo e Utenza, Roberto Savini –. La cooperazione gioca un ruolo chiave, utile anche per favorire il dialogo tra la filiera agroalimentare e quella energetica, promuovendo modelli mutualistici che hanno un impatto positivo su tutto il territorio».

All’evento sono intervenuti tra gli altri Alessandro Circiello (Media e Public Affairs FIC); Giulio Corsi (Assistente tecnico-scientifico MASE); Giuseppe Palma (Segretario Generale Assoittica Italia); Paolo Porcelli (Principal Consultant AFH & Retail Tradelab); Luciano Sbraga (Vicedirettore Generale e Direttore Ufficio Studi FIPE); Giorgia Spigno (Professore ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari, UNICATT). Diversi i temi affrontati, a partire dall’importanza della qualità dei prodotti e dell’innovazione, che non può prescindere dalla professionalità e quindi dalla formazione degli operatori. Dal dibattito è emerso che la cucina italiana è destinata a restare un sistema vivo, capace di evolversi mantenendo salde le proprie radici culturali, la stagionalità e il legame con il territorio. Per i professionisti del settore, questo significa trasformare la tradizione in un valore economico continuo, adattandosi alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli di consumo senza perdere l’identità.

«Esiste un modello di business che condivide le responsabilità e gli impegni – aggiunge la cooperativa –, guidato dalla consapevolezza della propria appartenenza a una comunità e dalla necessità di condividerne i problemi, i bisogni e i successi. Capace di creare valore umano e sociale, oltre a quello economico. È il modello cooperativistico di cui noi siamo espressione. Cooperare è un atteggiamento culturale: di chi sa abbattere le barriere e creare sinergie e confronto, di chi non accetta i limiti, ma li supera, di chi non si abbarbica ed evolve».

La chiusura dell’evento è stata affidata ai Qualitaly Awards, il riconoscimento che premia l’eccellenza e la qualità nella filiera.

Clicca qui per ascoltare la puntata del nostro Gr sull'evento con l'intervista a Manola Scomparin, direttrice commerciale e marketing della cooperativa.

  Laura Viviani

Riproduzione riservata ©
7

Federazioni