Territorio, Welfare, Sociale

10 anni di Centro Educativo Anacleto: il modello cresce e arriva fuori regione

Il centro educativo Anacleto, in provincia di Ravenna, gestito dal Consorzio Solco e dalla cooperativa Progetto Crescita festeggia dieci anni di attività. E la sua esperienza decennale lo ha portato ad esportare buone pratiche anche fuori regione. La coordinatrice Alessandra Annibali è rientrata dalla Sicilia, al termine di un corso di formazione per il personale docente dell’Istituto Comprensivo Crispi-Vetri di Ragusa.

“Abbiamo formato circa 80 insegnanti che hanno partecipato attivamente a tutti gli incontri della formazione, che si è svolta da marzo a settembre 2026 - sottolinea Annibali -. Obiettivo del corso era fornire metodologie per gestire al meglio le problematiche legate ai disturbi del comportamento che possono verificarsi in classe. Erano venuti a conoscenza della nostra metodologia di Analisi del comportamento applicata tramite un’insegnante che aveva lavorato a Ravenna e ci aveva conosciuto. Si tratta di una formazione che sul territorio ravennate abbiamo portato un po’ in tutte le scuole e siamo contente di poterla diffondere oltre i confini regionali”.

Attualmente Anacleto è presente in tre sedi nelle città di Ravenna, Cervia e Faenza e segue nel complesso circa 100 bambini e ragazzi con autismo o disturbi del comportamento. “Nel nostro centro offriamo diversi servizi - continua Annibali -: valutazioni cliniche, trattamenti per i disturbi dello spettro autistico e del comportamento, interventi per deficit di attenzione e iperattività, percorsi di logopedia e consulenza psicoeducativa. In questi 10 anni abbiamo assistito a cambiamenti significativi nell’approccio che le famiglie e le persone hanno verso questo tipo di caratteristiche: c’è una maggiore consapevolezza, una maggiore capacità nei genitori di informarsi e accettare aiuto. Questo ha comportato richieste di analisi clinica in bambini molto piccoli, anche di soli 21 mesi. La stessa attenzione la riscontriamo anche nei giovani: oggi arrivano molti più adolescenti e giovani adulti che si chiedono se sono autistici o se soffrono di deficit di attenzione e iperattività (ADHD). La loro età è un momento critico - prosegue la coordinatrice -, le richieste dell’ambiente sociale si fanno pressanti e molti ragazzi e ragazze vanno in difficoltà. Spesso si tratta di giovani con autismo con un’intelligenza sopra la media, che parlano in maniera fluente e che erano ben adattati al loro stile di vita. In più c’è da dire che oggi c’è meno paura e meno stigma verso parole come autismo, e disturbi del comportamento e questo è un segnale molto positivo”.