Pesca, via libera definitivo a riforma sanzioni. Fedagripesca: "Vince proporzionalità"
Con il voto finale dell’Aula della Camera, la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di pesca è ufficialmente legge, segnando un traguardo che Confcooperative Fedagripesca definisce un passaggio storico e necessario per restituire equilibrio a un sistema che per anni ha penalizzato le imprese con norme frammentate e spesso sproporzionate. "Accogliamo con estremo favore la conclusione dell’iter parlamentare per una riforma complessa ma vitale," commenta Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, sottolineando come l'obiettivo sia stato fin dall'inizio quello di armonizzare la normativa italiana al nuovo regolamento UE sui controlli, tutelando al contempo la sostenibilità sociale, economica e ambientale del settore attraverso un percorso che evita alle imprese di restare schiacciate da dubbi interpretativi o da un eccesso di burocrazia. Secondo Tiozzo, il provvedimento introduce innovazioni concrete come la netta distinzione tra sanzioni amministrative ordinarie e il sistema a punti, che d'ora in avanti scatterà esclusivamente per le infrazioni di estrema gravità, oltre al riconoscimento fondamentale dei margini di tolleranza tecnica per minime differenze dovute all'usura, come l'apertura delle maglie delle reti, evitando così sanzioni automatiche per discrepanze millimetriche. Come fortemente richiesto dall'associazione, la legge include inoltre una delega al Governo per intervenire con futuri aggiustamenti tecnici, strumento che permetterà di recepire tempestivamente eventuali evoluzioni del quadro UE, anche in relazione alle clausole attualmente impugnate dall'Italia come l'obbligo delle telecamere a bordo. "Questa riforma non è un semplice elenco di divieti ma uno strumento di politica industriale," conclude Tiozzo, evidenziando che, allineandosi agli standard europei e semplificando le procedure, si mettono le marinerie italiane nelle condizioni di lavorare con dignità, garantendo la protezione delle risorse ittiche senza sacrificare la competitività del settore e la tutela del consumatore.