Decreto proroga al 31 dicembre 2026 l’obbligo di polizza catastrofi per settore ittico
Nessun obbligo di stipula di contratti assicurativi per rischi catastrofali per le imprese di pesca e di acquacoltura almeno fino al 31 dicembre 2026, grazie al decreto legge 27 febbraio 2026, n° 25, che ha prorogato a fine anno l’entrata in vigore della misura accogliendo le richieste di Confcooperative Fedagripesca. Il provvedimento, evidenzia l’associazione, non prevede la stipula di assicurazione dei pescherecci ma riguarda gli impianti a terra e a mare per le attività di pesca e acquacoltura. Fedagripesca, pur accogliendo con favore il rinvio, esprime forte preoccupazione per una norma che, nella formulazione attuale risulterebbe interamente a carico dei produttori a causa della totale assenza di incentivi e la cui mancata sottoscrizione rischierebbe di escludere le imprese da contributi, sovvenzioni o agevolazioni finanziarie pubbliche, inclusi gli indennizzi per calamità naturali. Come evidenziato dal vicepresidente Paolo Tiozzo, il provvedimento presenta zone d’ombra allarmanti, specialmente alla luce di un’indagine IVASS del giugno 2024 secondo cui queste polizze escludono danni causati da mareggiate, maree e penetrazione di acqua marina, eventi che rappresentano l’80% delle cause di danno e di inattività forzata nel settore. Negli ultimi dieci anni i danni sono aumentati del 40%, con punte del 100% per le realtà colpite da disastri immani, rendendo paradossale un obbligo che non copre i rischi reali. Fedagripesca sottolinea inoltre la disparità con le imprese agricole, escluse da tale obbligo grazie al Fondo mutualistico nazionale, e chiede che anche la pesca e l’acquacoltura vengano esentate per dare vita a una copertura ad hoc come il Programma assicurativo annuale della pesca e dell’acquacoltura, già previsto dal Fondo di solidarietà nazionale ma finora mai applicato.