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Agricoltura Ue, Piccinini: "Bene voto su direttiva emissioni, proposte della Commissione ideologiche e slegate dalla realtà"

«Con il voto odierno di Strasburgo non è passata la proposta iniziale della Commissione che in tema di emissioni mirava a equiparare il settore agricolo agli altri settori altamente industrializzati, un assunto da cui sarebbero scaturite ripercussioni economiche e amministrative insostenibili. Un grande ringraziamento va quindi agli europarlamentari che hanno accolto e recepito le preoccupazioni espresse dal mondo agricolo, contenute in alcune proposte emendative oggi approvate, che riassumevano la posizione della Commissione Agricoltura». Con queste parole il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Carlo Piccinini commenta gli esiti della votazione oggi in plenaria da parte del Parlamento Europeo sulla nuova Direttiva sulle Emissioni Industriali.

«Adesso è previsto un ulteriore passaggio con il trilogo – prosegue Piccinini – dove ci si confronterà anche con la posizione uscita dal Consiglio Agricolo, che vedeva il settore bovino incluso nella direttiva, pur se con soglie più elevate rispetto alla proposta della Commissione. Il nostro auspicio è che il Parlamento Europeo difenda la posizione espressa con il voto odierno, affinché il quadro normativo attuale resti sostanzialmente quello regolamentato dall’assetto normativo vigente: ovvero, gli allevamenti bovini rimangono fuori dal sistema di certificazione sulle emissioni e nessuna nuova soglia viene prevista per i settori delle carni avicole e suinicole». 

«Ci auguriamo ora – conclude Piccinini – che il voto di oggi sia di buon auspicio per quello previsto domani, sempre in plenaria, sulla proposta della Commissione sul ripristino della natura, che è a nostro avviso assolutamente irrealistica, poiché pensata e scritta in maniera slegata dalla realtà in cui gli agricoltori operano quotidianamente».

«Come rappresentante del mondo agricolo e agroalimentare sono stanco – conclude Piccinini - di vedermi costretto continuamente ad accusare l’Europa, ma il punto è che è la Commissione che persevera nel voler mandare avanti proposte normative che rischiano di rendere quasi impossibile continuare a fare agricoltura in Europa, con la prospettiva di lasciare sempre più spazio a massicce produzioni provenienti dai paesi extra-Ue».