Confederazione

Congiunturale: fiducia in risalita, male l'agroalimentare, stabile sanitario, bene industria e costruzioni

Forte incertezza sull’andamento atteso del sistema Italia anche se è in lieve crescita la schiera delle cooperative che guardano al futuro con ottimismo. Tra i settori male l’agroalimentare, stabile il sanitario, bene industria e costruzioni. E’, in sintesi, il quadro che emerge dall’ultima Nota congiunturale dell’Ufficio Studi Confcooperative Fondosviluppo., una risalita da -35,3 a -25,5. Anche se persistono rischi e incognite si registrano sono segnali di stabilizzazione. Nel complesso la quota di chi si dichiara fiducioso e prospetta un miglioramento del quadro macro-economico a breve termine si attesta al 7,4% (a luglio 2022 la quota non superava il 5% del totale). Gli scettici e i pessimisti raggiungono, invece, il 32,9% (a luglio 2022 la quota era pari al 40,3% del totale). Il 59,7% prevede, infine, un andamento stazionario dell’economia nazionale nei prossimi mesi.

Anche a livello settoriale le previsioni dei cooperatori sulla tendenza generale dell’economia italiana non sembrano concedere troppo spazio all’ottimismo, almeno a breve termine. Il livello del sentiment delle cooperative, sebbene in risalita, si posiziona sempre in territorio negativo in tutti gli ambiti di operatività, tranne nella cooperazione sanitaria, dove è nullo, e nell’industria e costruzioni, dove è debolmente positivo. I segnali di stabilizzazione prevalgono, comunque, rispetto a quelli di deterioramento in tutti gli ambiti settoriali. Nella cooperazione agroalimentare e della pesca si segnala la quota più alta di pessimisti e quella più bassa di ottimisti. Solo il 2,7% dei cooperatori del settore agricolo e della pesca è, infatti, fiducioso e confida in un andamento favorevole del ciclo dell’economia italiana nei prossimi mesi. Il 38,7%, invece, teme un trascinamento negativo delle crisi geopolitiche e dell’incertezza economica nazionale. La maggioranza assoluta degli operatori delle imprese dell’agroalimentare, il 58,7% del totale, si mantiene cauta e prevede un andamento stazionario dell’economia italiana nei prossimi mesi.